martedì 9 luglio 2013

"SARA' UNA GRANDE ARTISTA" - Tove Jansson



a cura di Milena Galeoto 

Estratti di vita dell'autrice e illustratrice Tove Jansson  da "Tove Jansson museum och levnahistoria" e suoi personaggi Moomin che la resero celebre.



Tove Jansson - Photo, Per Olov Jansson.
Tove Marika Jansson è stata concepita a Parigi, città degli artisti, dove i suoi genitori hanno trascorso l'autunno del 1913, è nata Domenica 9 Agosto, 1914, alle ore 11:55 a Helsinki, dall’illustratrice Signe Ammarsten (Ham) e lo scultore Viktor Jansson (Faffan) che hanno coinvolto la figlia Tove nel loro mondo artistico fin dai suoi primi giorni di vita. Tove ha imparato a disegnare quasi prima che imparasse a camminare, seguendo nel corso della sua vita, il lavoro di sua madre.

Tove insieme al padre
"Forse la nostra Tove  un giorno diventerà una vera artista, una grande artista!" Scrisse Viktor a Signe dal fronte, durante la guerra civile all'inizio della primavera del 1918


La casa e lo studio, il lavoro e la famiglia hanno caratterizato l’infanzia di Tove e dei fratelli minori. Nel corso della quale, hanno seguito costantemente i lavori artistici dei loro genitori: tanto che Tove si è formata come artista e fumettista, fin da subito. Per Olov (nato nel  1920) come fotografo e Lars (nato nel 1926) come fumettista. Ma oltre all’intenso ritmo di lavoro, i suoi genitori organizzavano feste e mostre estemporanee nel loro studio.

Tove e sua madre
         
Il padre Viktor nel suo studio
Labora et amare/ Lavoro e amore
 
I membri della famiglia Jansson si sostenevano a vicenda, s'impegnavano tutti per lo stesso obiettivo e le parole chiave erano: libertà, responsabilità e lealtà alla famiglia.



La sua famiglia

La carriera di Faffan  è andata avanti e indietro, tra vittorie e delusioni.
Come molti altri scultori di talento in quel momento anche Faffan venne oscurato dal successo dello scultore Wäinö Aaltonen . Così era Ham a portare gli introiti economici e il successo in famiglia grazie al suo lavoro di illustratrice, molto richiesta
Ham era una donna indipendente che lavorava fuori casa, ma più di tutto, era una madre e una moglie. La responsabilità per la famiglia - e soprattutto l'amore per la famiglia – erano uno dei motivi della nascente carriera artistica di Tove. Ham era esausta del carico di lavoro così condivideva le sue mansioni con la figlia 14enne.
Ham divenne quindi una maestra importante per Tove come illustratrice, aprendole  la strada a editori e redattori.
Durante il suo primo anno di studio a Stoccolma Tove scrisse:


"Devo essere un’artista per il bene della famiglia."

Tove Jansson nel 1956 - Photo: Reino Loppinen

Nel 1947 Tove elaborò i suoi primi libri con uno dei suoi motti  principali: "Labora et amare" / Lavorare e amare.
I membri della famiglia Jansson hanno sempre collaborato insieme nelle opere pubblicate, la madre curava le copertine, il fratello Lars contribuiva come disegnatore di fumetti e Per Olov come fotografo per documentare la carriera della sorella.


I Mumin come la sua famiglia

 Mumin 

La stessa autrice racconta che i suoi personaggi Mumin fecero la prima comparsa sul muro del loro cottage estivo, in seguito ad una discussione fra lei ed il fratello Per Olov che commentavano a turno, scrivendo su una parete dell'abitazione. Un giorno il fratello scrisse una citazione filosofica, così l'autrice, non sapendo più cosa ribattere, disegnò la creatura più brutta che potesse disegnare: un piccolo, furente troll con un lungo naso e il corpo simile a quello di un ippopotamo, che chiamò «Snork». Qualche anno dopo Snork comparve accanto alla firma con cui Jansson siglava le vignette e i fumetti che pubblicava nei giornali finlandesi: non era più arrabbiato, e anche il suo naso era diventato più piccolo. Nel 1945 Snork cambiò nome in «Mumin», in ricordo del troll dispettoso che lo zio diceva abitasse nella cucina di casa, e Jansson lo rese protagonista del suo primo romanzo per bambini: "Mumin e la grande onda", in cui comparve assieme a Mamma Mumin. A questo seguirono otto libri, popolati da altri personaggi come Papà Mumin, Grugnina, Tabacco, i Fungarelli e tanti altri, amati dai lettori di tutto il mondo.

 I Mumin  Vivono in pace e in armonia nella Muminvalley, situata nella foresta finlandese. La loro casa è aperta a tutti e ogni lavoro viene tramutato in gioco: i piatti si lavano in mare inseguendo le ciotole tra le onde e il pavimento si pulisce danzando con stracci legati ai piedi. Sono ingenui e curiosi e si lasciano trasportare dagli eventi in numerose avventure con atmosfere surreali e piene d’inventiva.
Ci sono molte similitudini tra la famiglia di Tove Jansson e i suoi personaggi: 






Mamma Mumin ad esempio, è una figura così importante, che ha molte caratteristiche in comune con la madre di Tove Jansson. Moglie e madre esemplare, composta e gentile, si esprime sempre in maniera pacata e non prevarica mai nessuno, per quanto atteggiamenti e scelte possano sembrarle sbagliati: è dell'opinione che ciascuno debba rendersi conto da sè dei propri errori.
Papa Mumin, a cui è dedicato un intero libro (Le memorie di Papà Mumin), è forte e autorevole, fonte di saggezza per tutta la famiglia. Non si muove mai senza il suo elegante cilindro nero.
Anche se il protagonista è Troll Mumin, timido e pauroso ed un tantino permaloso, ma molto amichevole. Si trova coinvolto in avventure che spesso non cerca nemmeno, ma le affronta in compagnia cercando di venirne fuori sano e salvo!
Nel primo libro nasce la rigogliosa valle nel corso di un grande alluvione che può rappresentare un po’ il periodo burrascoso di guerra che ha vissuto  la stessa autrice.
Durante un'intervista nel 1952, disse la Jansson che in fondo era una pittrice ma durante la guerra nei primi anni '40 si sentiva così disperata che ha iniziato a scrivere storie. "E 'stata davvero una fuga dalla realtà in un mondo fittizio, quello dei Mumin. Infatti, pare che la storia della Cometa, che quasi distrugge la Valle dei Mumin, sia stata scritta dopo l’esplosione delle due bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
Dopo il successo dei romanzi, Tove Jansson adattò a fumetti il secondo romanzo della serie, Caccia alla cometa, per un giornale svedese. Quest’opera fu notata dal quotidiano inglese «Evening News» che le chiese di creare nuove storie dei Mumin da pubblicare nella forma di una striscia al giorno. Tove accettò e nel 1954 venne pubblicata Mumin e i briganti, prima delle ventuno storie realizzate, spesso con l’aiuto del fratello Lars per quello che riguarda la stesura dei testi e la loro traduzione in inglese; sarà sempre Lars a occuparsi anche del disegno della striscia dal 1959 al 1975, dopo che la sorella aveva deciso di non realizzare più la versione a fumetti a causa dei troppi impegni. Nel 1970 uscì l’ultimo romanzo dei Mumin, Novembre nella valle dei Mumin. In quello stesso anno morì la madre di Tove e, come lei stessa dichiarò, da allora non se la sentì più di raccontare storie per bambini.

I mumin divennero cosi famosi da essere tradotti in 38 lingue e hanno raggiunto l'apice del loro successo, negli anni 90, grazie a una serie animata giapponese (in Italia fu trasmessa da un’ emittente televisiva lombarda "Telenova" nel maggio 2004). 



Pubblicazioni in Italia

Caccia alla cometa (1946) - Salani (2002) 
Il cappello del Grande Bau (1948) - Salani (1990)           
Le memorie di Papà Mumin (1950) – Salani  (2007)        
Magia di mezza estate (1954) - Salani (1990)       
Magia d'inverno (1957) - Salani (1992)      
Racconti dalla valle dei Mumin (1962) - Salani (1995)


Libri illustrati
 
E adesso che succede ?  (1952) - Salani (2003)
Piccolo Knitt tutto solo (1960) - Salani (2003)



I libri a fumetti
 
Mumin e i briganti, Firenze, Black Velvet Editrice, 2010.   
Le follie invernali di Mumin, Firenze, Black Velvet Editrice, 2011
Mumin e i marziani, Firenze, Black Velvet Editrice, 2011

Per approfondire: 
LE FOLLIE INVERNALI DI MUMIN
IL MONDO DEI MUMIN 
NEL BOSCO DEI MUMIN  


A Helsinski è stato dedicato un museo ai suoi personaggi
Moomin Museum


L'autrice ha anche scritto diversi libri per adulti, pubblicati in Italia dalla casa editrice Iperborea


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